domenica 5 febbraio 2012

Neve a Roma

03/02/2012

Quando ti ho visto ero arrabbiata. Non avrei mai voluto che tu scendessi quel giorno. E invece l'hai fatto.
Sono scappata cercando di non pensarti ma tu presuntuosa continuavi a precipitare senza tregua.
Costretta a rimanere a casa ho provato a cercare un diversivo, non potevi avere la meglio.
Quando improvvisamente arriva la mia luce, tutto si ferma.

04/02/2012

Il giorno seguente mi sveglio, mi affaccio alla finestra e strofinandomi bene gli occhi ancora appannati dal sonno, ti osservo. Quanta bellezza, quanta pace, quanta luce, quanto silenzio.
Decido di vestirmi e uscire, volevo goderti e salutarti come meritavi. Ti dovevo delle scuse.
Non appena affondo il piede su di te capisco che ogni cosa era cambiata.
Emanavi una luce intensissima, accecante, quasi più forte di tuo fratello sole.
Comincio a camminare e ad osservare ogni cosa. Incredibile, non vedevo altro che felicità: bambini ti prendevano e ti lanciavano, persone scendevano con slittini, cani che scorrazzavano in mezzo alla strada gioiosi come non lo erano mai stati. Le macchine ferme piene di te hanno regalato pace alla natura.
Non riesco a smettere di sorridere, guardo un mondo incantato e irriconoscibile.
Ecco cosa stava succedendo: stavamo sognando tutti insieme, nello stesso istante.
Per un giorno la normalità non esisteva più.

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